Music Bites: Bob Dylan

Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

So che trattare di musica non è semplicissimo, è una cosa molto personale e soggettiva, ma su spinta di Maria Laura ho deciso di buttarmi e provare a trattare mensilmente su Arturized qualche concetto riguardante la rock music. Proverò ad approfondire vita ed opere di alcuni grandi artisti o semplicemente concerti a cui assisterò. Ho carta bianca quindi totale egemonia ehehe. Scherzi a parte, seguirò quello che il momento mi ispira anche se ovviamente spero di avere qualche proposta, consiglio o suggerimento da parte vostra. Direi che anche le critiche sono ben accette. Come dice qualcuno… c’è sempre una prima volta e questa per me lo è.

Ora, non perdiamoci in inutili chiacchiere ed andiamo al sodo. Per inaugurare questa rubrica ho deciso di soffermarmi su un personaggio che nelle ultime settimane ha fatto molto discutere: Bob Dylan.

Ora che i vari critici hanno smesso di parlare vorrei provare a dire la mia. Insomma, tentare di spiegare l’importanza di questo gigante della musica e di riflesso perché il suo Nobel alla Letteratura è giusto. Ma andiamo con ordine.

Chi è Bob Dylan? Al secolo Robert Alan Zimmerman nasce a Duluth, un paesino sperduto del Minnesota, nel maggio del 1941. Oggi all’attivo con 59 album, gira il mondo ininterrottamente dal 1988 col suo Never Ending Tour. Personaggio timido, schivo ed introverso ha portato enormi novità nella musica contemporanea: ha inventato  la figura del cantautore, la musica folk e i video musicali. Ha anche lanciato la mania dei bootleg e dei box set. La sua voce accompagnata da una semplice chitarra acustica ha segnato una generazione; quella del movimento della controcultura, che ha vissuto gli anni ’60. Le proteste per il Vietnam, Kennedy, Che Guevara, il ’68 e l’allunaggio.

Dylan, sebbene sia classificabile come cantautore, nella cultura americana è considerato il più grande poeta della sua generazione in virtù della bellezza, del significato e della profondità dei suoi versi. ‘Colleghi’ come Ginsberg  lo hanno sempre amato e celebrato. Da metà anni ’60 i suoi testi sono studiati nelle accademie e nelle scuole. Blowin’ In The Wind era presente nella mia antologia alle scuole medie, figuratevi!

Il signor Zimmerman non solo è un grande poeta, ma anche un enorme musicista. Se si mastica minimamente un po’ di musica rock si sa che Dylan sta alla base di tutto. Dai Beatles ai  Rolling Stones, da Hendrix a Bowie: tutti lo hanno sempre indicato come prima fonte d’ispirazione. Springsteen lo ha addirittura definito padre della nazione americana. Leonard Cohen ha detto che dare a Dylan Il Premio Nobel per la Letteratura equivale a premiare il Monte Everest come montagna più alta del mondo. Insomma come a dire.. è ovvio, è scontato che Dylan sia il più grande. Non basta per convincervi della sua influenza? Provate ad indovinare chi aveva appena finito di suonare sul palco del Lincoln Memorial di Washington il 28 agosto 1963, poco prima che Martin Luther King pronunciasse su quello stesso palco il suo più famoso discorso: “I Have a Dream”…

Sperando ora di avervi convinto dell’importanza di Dylan nella cultura letteraria e musicale,per ultimo mi vorrei occupare di smontare la più grande di tutte le obiezioni sollevata in questo periodo, alla luce della vittoria del Nobel:  “che c’entra Bob Dylan con la Letteratura?” Beh… partendo dal presupposto che è presente nella lista dei “papabili” da circa 20 anni, bisogna precisare che i testi fondanti delle letteratura occidentale sono stati sempre composti per la musica: i poemi omerici, Saffo, Pindaro, numerosi libri della Bibbia come i Salmi di Davide… Potrei stare qui a citare opere ed autori all’infinito. Una piccola postilla personale: in tutta questa storia quello che più mi ha incuriosito è stata la maniera, il modo con cui Dylan ha accettato questo premio. Ovvero fregandosene, come sempre. La più grande mossa da Bob Dylan che Bob Dylan stesso avrebbe potuto fare.

 

Arrivati a questo punto sarete curiosi di sapere qualcosa di più sulla sua musica, sui suoi album e, perché no, sul mio preferito. Dato che però non ho a disposizione pagine e pagine, questo lo scoprirete nella prossima puntata, dove tenterò di parlarvene in maniera approfondita.

Grazie a chi è arrivato fino a qui a leggere queste righe. Ci risentiamo il prossimo mese!

 

Matteo Corradini

 

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.
About the Author:
Mi presento: sono Matteo e nasco a Milano nel settembre del 1995. La musica è la mia più grande passione. Con un interesse più orientato verso la musica british consumo dischi e vado spesso a concerti di ogni tipo. Suono il basso, la chitarra e qualcosina di pianoforte. A cadenza mensile curo su questo blog una piccola rubrica di approfondimento musicale. Enjoy!


4 Comments:

  1. gunnardeckare
    November 01, 2016
    Reply

    La reazione di Dylan quando ha ricevuto il premio Nobel ha fatto arrabbiare molti svedesi

    • corram95
      November 01, 2016
      Reply

      Immagino, sicuramente non è stato molto rispettoso. Comunque ora ha chiuso la polemica dicendo di essere rimasto senza parole!

      • gunnardeckare
        November 01, 2016
        Reply

        Quando avevo 15 anni Dylan era il mio eroe.

        • corram95
          November 01, 2016

          Allora spero ti sia piaciuto l’articolo 🙂


Leave a Reply