Music Bites: da Dylan agli Oasis.

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Ciao a tutti! Spero abbiate passato un bel mese, anche allietati dalle foto di Maria Laura. Volevo ringraziare tutti coloro che hanno letto il mio precedente articolo, a giudicare dai likes e dalle views sembra sia andato bene! Quindi, rieccomi qui davanti alla tastiera per provare a mettere giù qualcosa di vagamente interessante.

Allora, dove eravamo rimasti…  riprendiamo un po’  le redini della scorsa puntata. Il mio album preferito di Dylan esce nel 1965: Highway 61 Revisited. Pietra miliare della musica rock contiene capolavori come Like A Rolling Stone (che pezzo, che bellezza) o The Ballad Of a Thin Man, Il ritornello e il suo ritmo martellante ti entrano nella testa e non escono più. È un album al quale sono davvero affezionato. L’ho sempre avuto nell’ipod e ricordo di averlo letteralmente consumato le fredde mattine liceali in cui, cuffie nelle orecchie, mi affrettavo a prendere il bus per raggiungere scuola.

Ok, è vero, avevo detto che avrei parlato ancora di Bob Dylan però questo mese mese sono andato a vedere Supersonic, il docufilm sugli Oasis. Dio solo sa quanto ami questa band. Dai, non posso non cogliere la palla al balzo. Direi che per questa puntata cambiamo completamente genere ed epoca. Ci troviamo nella fredda Manchester degli anni ’90.

Il docufilm “Supersonic” è uscito nelle sale italiane per tre giorni: dal 7 al 9 noverembre. Girato da Matt Whitecross, tramite filmati di repertorio (molti dei quali completamente inediti) lasciati raccontare dai protagonisti, racconta l’ascesa della band. Chi sono dunque gli Oasis? Nascono nei primi anni 90 dall’unione di Liam e Noel Gallagher, due fratelli burrascosi che non si sono mai particolarmente voluti bene. Liam da una parte, il frontman. Cuore e anima. Dall’altra il genio, il talento puro di Noel. Due semplici ragazzi che uniscono un gruppetto di amici del quartiere piú popolare di Manchester: Burnage. Formano una band e conquistano il mondo.

Genitori del Britpop e contiuamente contrapposti ai Blur, l’altra grande band del momento. Le loro principali influenze sono tutti i grandi della musica inglese, con una particolare predilezione  verso i Beatles.  I primi due album “Definitely Maybe” (1994) e “What’s The Story? Morning Glory” (1995) hanno segnato un’epoca. In UK non vedevano un gruppo simile dai tempi di Lennon e McCartney. Si scatenò una vera e propria adorazione nei confronti di questi ragazzi. Gli Oasis iniziano a scalare le classifiche e nel giro di poco tempo passano dal piccolo locale in cui erano soliti suonare, il Boardwalk, alla conquista a suon di record grandi arene e stadi: Wembley, Maine Road fino ad arrivare al 1996, anno dell’ evento di maggior successo nella storia della musica britannica: Knewborth. Gli Oasis vi arrivano al massimo della loro forma, le loro hit da Supersonic a Wonderwall risuonano ovunque. Vi suonano in due serate. Saranno 250.000 i tickets venduti, a fronte di una richiesta pari al 1/10 della popolazione inglese. “This is history, right here, right now” con questa frase Noel sarà il via alla prima delle due serate. La storia della musica inglese si stava compiendo. In un sondaggio  tra appassionati di musica  gli Oasis risultano essere piú amati dei Beatles. Incredibile.

Che altro dire? Difficile scegliere il mio album preferito, probabilmente “What’s The Story? Morning Glory” per la sua brillantezza e semplicità. In esso ci sono pezzi come Wonderwall, Champagne Supernova o Don’t Look Back in Anger. Ecco… per questa canzone ho un sentimento particolare, ogni volta che la sento mi scende sempre una lacrimuccia. Ho imparato a suonare la chitarra con le loro melodie semplici ed efficaci. La mia ammirazione va oltre alla musica, mi ha sempre colpito il loro atteggiamento e il loro messaggio: chiunque con impegno e determinazione potrà farcela. Probabilmente sono stati le ultime vere e proprie rock ‘n’ roll star. Gli eccessi, i litigi sbattuti sempre in prima pagina dai tabloid. I loro concerti in un’epoca senza internet radunavano ancora migliaia e migliaia di persone. Knewborth è stata una sorta di Woodstock moderna. Se qualcuno dovesse chiedermi una frase che rappresenti questa band direi: “Oasis is not a band, it’s a generation”.

Al mese prossimo!

Matteo Corradini

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About the Author:
Mi presento: sono Matteo e nasco a Milano nel settembre del 1995. La musica è la mia più grande passione. Con un interesse più orientato verso la musica british consumo dischi e vado spesso a concerti di ogni tipo. Suono il basso, la chitarra e qualcosina di pianoforte. A cadenza mensile curo su questo blog una piccola rubrica di approfondimento musicale. Enjoy!


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