Literary Pages: Ricchi, poveri e preti.

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Eccomi di nuovo a scrivere per voi. Questo mese, ho pensato di recensire un classico: “I Pilastri della Terra” di Ken Follett.

Ora, la scelta è stata difficile, perché recensire un classico è una forma di masochismo. Sembra quasi una storia ricoperta da un’aura sacra, e basta solo una parola sbagliata per fare a pezzi chi ha recensito.

Se dovessi usare quella parola sbagliata, per favore, abbiate pietà.

Il romanzo ci offre uno scorcio di vita medievale. Tra uccisioni, complotti di palazzo, sesso, preghiere e baratti, si muovono i nostri protagonisti, che appartengono a tutte e 3 le classi sociali esistenti all’epoca: ricchi, poveri e preti.

Follett è bravissimo a descrivere tutti questi eroi, che di solito vengono abbastanza stereotipati e ridicolizzati nell’immaginario comune. (Sì, Brancaleone, parlo proprio di te). Ogni personaggio ci offre uno punto di vista diverso sugli eventi, su come li interiorizza e su come agisce. Certo, questa soggettività è un po’ attenuata dal narratore di 3^ persona, che personalmente avrei evitato, ma anche questa scelta ha un suo perché.

E quindi passiamo da un vescovo corrotto, ad una famiglia nobiliare che vuole tornare al potere, uno scontro tra casate regnanti, fino alla costruzione di un’opera per Dio, il tutto si intreccia con le vicende personali di una famiglia di gente comune, con un grande sogno. Tom, infatti, il capo famiglia, è determinato a costruire una grande cattedrale (che poi, darà inizio ai cantieri gotici europei), che celebri Dio. Da questo desiderio, si diparte l’intero intreccio.

Come al solito, non vi spoilero la trama, ma vi dico che se siete troppo pigri per avventurarvi in 1030 pagine (almeno la mia edizione è così lunga), potete comodamente starvene sul divano a guardare la serie tv tratta dal romanzo, la quale presenta le dovute differenze di trama, ma che comunque offre spunti interessanti. E poi, non siete curiosi di vedere un giovane Eddie Redmayne ancora con il capello rosso?

Perché mi è piaciuto il libro? Perché credo che il Medioevo sia uno dei periodi migliori dell’umanità, a differenza della triste definizione che a scuola ci insegnano: “Secoli bui”. Secondo me, invece, sono secoli lucentissimi, in cui l’uomo ha prodotto opere meravigliose, e in cui la nostra mentalità, come la conosciamo oggi, si è formata.

 

Marta Cerafogli

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About the Author:
Ciao a tutti! Mi chiamo Marta, ho 18 anni e adoro scrivere. Scrivo riguardo tutto; datemi una traccia e ve la svilupperò. Credo che non valga la pena di vivere una vita senza sarcasmo. E questo senso dell'umorismo lo ritroverete in tutto ciò che scrivo, se avrete voglia di leggerlo :) Buona vita!


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