Music Bites: American Idiot

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Luglio. Mese decisamente troppo caldo, che per noi universitari coincide con il periodo peggiore e più temuto dell’anno: la sessione estiva. Ebbene si, all’alba del 20 luglio finalmente è tutto finito… Per ora. Quindi rieccoci qui per parlare di musica.
Reduci dai due giorni di Idays, nello scorso articolo abbiamo parlato dei Radiohead mentre oggi vi racconterò la storia dell’altro gruppo che sono andato a vedere, ovvero i Green Day. Più nello specifico vedremo un po’ la storia di Ameican Idiot, un album amato ed odiato, ma che ha segnato i miei più profondi anni adolescenziali. Diciamo pure che l’ho consumato come non mai!

 

 

I Green Day sono un gruppo musicale statunitense formatosi a Berkeley nel 1986 e composto da tre membri: Billie Joe Armstrong come chitarra e voce, al basso Mike Dirnt e Tré Cool alla batteria. Il successo arriverà nel 1994 con Dookie che contribuirà a far tornare il punk-rock nella musica mainstream. All’attivo hanno 12 album in studio, di cui l’ultimo, Revolution Radio, è uscito nel 2016. Oggi stanno portando in giro per il mondo le loro canzoni con un magnifico tour dove appaiono più in forma che mai.
Erede del tanto criticato Warning, nel 2004 esce il quinto album dei Green Day, un disco che per un gruppo considerato fino a questo momento punk è una grossa novità: American Idiot è un concept album dove si mescolano influenze molto diverse. Dal punk ai grandi classici del rock, e a proposito di concept album come non citare Tommy degli Who.

 

 

Il disco ruota intorno alla figura di un ragazzo, Jimmy, che vive senza genitori in uno squallido appartamento nella campagna americana. Ama definirsi il figlio della rabbia e dell’amore, the son of rage and love. La personalità di Jimmy con tutte le sue sfaccettature e la sua vita pervadono ogni traccia di “American Idiot”, percorrendo strade desolate, metropoli caotiche e prati sconfinati.

American Idiot è più di un concept album, oltre alla storia di Jimmy è fortissimo l’elemento di critica verso una società americana, ormai priva di valori, e la critica nei confronti della politica americana, nel 2004 era ancora caldissimo il tema della guerra in Iraq e tutti quegli interessi nascosti che hanno scatenato una guerra inutile.
L’album dunque si aggiunge al grosso coro di artisti americani che criticavano fortemente le scelte del presidente Bush e oltre ad essere una ovvia svolta artistica, grazie al suo messaggio l’album farà riscuotere ai Green Day milioni di nuovi fan che si immedesimano negli ideali del nuovo disco.
Tornando al nostro Jimmy possiamo dire che è un personaggio controverso che ad un certo punto della sua giovane vita sceglie di abbandonare il suo mondo vuoto, dove non si sentiva compreso e decide di compiere un lungo viaggio. La sua vita passa attraverso litigi, risse, droga, desolazione e l’amore per una ragazza sconosciuta, fino a quando si rende conto che ritornare a casa per prendersi cura della propria madre in difficoltà sarebbe la scelta migliore. In Homecoming, Jimmy ripercorre le sue esperienze urlando il suo disprezzo per la società che non lo accetta e nella quale non sa inserirsi. Un altro grido disperato è Jesus Of Suburbia, dove Jimmy si rende conto che l’amore per la ragazza ribelle di cui non sa il nome l’ha cambiato per sempre. Proprio il pensiero di questa ragazza lo spinge a tornare a casa, il luogo dove la rabbia era sfociata e gli aveva causato un mare di problemi, grazie a lei Jimmy è ora cresciuto e pronto a tornare sui suoi passi e risolvere i suoi problemi.
Come sempre, spero di avervi messo un briciolo di curiosità, e mi auguro davvero che scegliate di (ri)ascoltarlo. Alla prossima!

 

Matteo Corradini

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About the Author:
Mi presento: sono Matteo e nasco a Milano nel settembre del 1995. La musica è la mia più grande passione. Con un interesse più orientato verso la musica british consumo dischi e vado spesso a concerti di ogni tipo. Suono il basso, la chitarra e qualcosina di pianoforte. A cadenza mensile curo su questo blog una piccola rubrica di approfondimento musicale. Enjoy!


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