Music Bites: ugh, nevermind!

Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Ciao ragazzi, rieccoci a parlare di musica!

Spero stiate passando un periodo felice di vacanze e che abbiate visitato tanti bei posti. In caso contrario approfittate al meglio di questi ultimi giorni estivi, perché è già tempo di rimettersi a studiare… gli esami sono ormai, ahimè, alle porte.

Oggi vi parlo di un gruppo e in particolare di un album che da sempre mi ha affascinato e che annovero tra i miei preferiti in assoluto, senza se e senza ma. Di chi si tratta? Beh, non vi resta che leggere per scoprirlo!

Partiamo con gli indizi: ci troviamo a cavallo fra gli anni 80 e 90, che furono fondamentali per la storia del rock. Iniziando a entrare più nel dettaglio, vediamo che dalle parti di Seattle – nord ovest degli Usa – nasce un nuovo genere musicale capace di unire le anime coi diverse della musica punk e della musica rock.

Molti i gruppi che si fecero portatori di questo genere, ma tra questi sicuramente i più famosi furono…

 

 

…proprio loro, i Nirvana.

I Nirvana sono stati una band grunge e alternative rock di Seattle. Il cantante chitarrista e leader è Kurt Cobain, una personalità fragilissima tormentato da diversi problemi personali, tra cui spiccano la depressione e un forte abuso di stupefacenti. La sua aura di bello e dannato lo rende ancora oggi quasi una figura mitologica a più di 20 anni dalla sua tragica scomparsa, avvenuta nell’aprile del 1994. Al basso vi è Krist Novoselic, colonna portante delle linee ritmiche del gruppo; mentre e alla batteria si susseguirono numerosi musicisti, di cui sicuramente il più noto fu Dave Grohl (che ancora oggi prosegue la sua florida, importante carriera coi Foo Fighters).

Il gruppo, attivo dal 1987 al 1994, fece in tempo a pubblicare tre album: Bleach, Nevermind e In Utero. Si tratta di tre grandi lavori, ma la loro opera più famosa e importante è senza dubbio Nevermind. La critica si è sbizzarrita e su di loro è stato detto di tutto: sopravvalutati, incapaci di suonare, e così via. Kurt Cobain poi, amato o odiato, è stato molte volte giudicato un cantante mediocre, stonato ed inascoltabile.
Sorge il dubbio che queste critiche pesanti fossero in qualche modo errate, vista l’oggettiva importanza di Nevermind, che segna in modo indelebile la musica degli anni 90, ma anche per il fatto che ha venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo, risultati che permisero a questo disco di essere collocato fra gli album più influenti della storia del rock.

A proposito di Nevermind, viene pubblicato nel 1991 e nonostante una iniziale fase di scarso sostegno da parte dell’etichetta discografica Geffen ottenne una grande popolarità. Questo grande successo arriva grazie al primo singolo, Smells Like Teen Spirit, frequentemente in rotazione su MTV. Prodotto da Butch Vig e mixato da Andy Wallace, costituisce uno degli ultimi apici raggiunti nel rock. Celeberrima è anche la iconica copertina del disco, che ritrae un bambino di quattro mesi fotografato in una piscina mentre insegue un biglietto da un dollaro infilato in un amo da pesca.

 

 

Tutte le tracce sono un mix di indicibile angoscia, inquietudine, frustrazione e dolore che scaturisce nota dopo nota. Gran parte del merito va a Kurt Cobain, che unisce perfettamente il suo cantato acido/struggente alla la sua chitarra Fender Mustang in grado di alternare suoni strazianti e cristalline armonie. Le canzoni sono 12 più una ghost track e rappresentano la quintessenza della musica grunge.

La track d’apertura è la famosissima Smell Like Teen Spirit, semplice ma devastante. La parte più bella a mio avviso è l’assolo avvolgente di Cobain che riprende perfettamente la linea melodica della canzone.
In Bloom è strutturata su un potente giro di basso di Novoselic e si caratterizza per la rabbia del ritornello.
Come As You Are è un altro brano molto conosciuto, in cui troviamo ancora Novoselic che al basso la fa da padrona. Il testo parla delle difficoltà di Kurt, in particolare dei suoi limiti a relazionarsi con le altre persone.
Breed è stato per lungo tempo il pezzo di chiusura dei loro concerti, al termine di questa canzone i Nirvana erano soliti devastare tutti i loro strumenti: chitarre, bassi, batterie e relativi amplificatori… nessuno escluso, insomma. È una canzone piena di rabbia, veloce come un fulmine. Sicuramente è più orientata al punk più spinto.
Lithium, la mia canzone preferita dei Nirvana, è una vera e propria gemma malinconica, che nonostante questo aspetto è molto orecchiabile. Piccolo anneddoto: ho scoperto i Nirvana proprio grazie a questa canzone, di una bellezza struggente, ma molto melodiosa.
Polly è un momento di stacco, è una canzone acustica che ci fa apprezzare appieno tutta la voce di Kurt e la sua espressività, traspare il dolore nel raccontare un episodio tragico: quello di una bambina rapita e atrocemente torturata.
Con Territorial Pissing si ritorna al duro rock, molto simile a Breed. Una canzone apparentemente senza senso, ma ancora carichissima di rabbia.
Drain You, rara canzone dove si parla d’amore, e Lounge Act rappresentano ancora un momento di stacco per le tmosfere pi rilassate.
Si ritorna a ritmi più sostenuti con Stay Away, trascinante, ma peccato non fu stramai eseguita dal vivo.
Spettacolare l’intima ballata acustica Something In The Way che vede la collaborazione di un violoncello e si riferisce ad un periodo difficile della vita di Cobain, costretto a vivere sotto il ponte di Aberdeen perché cacciato di casa; il brano sarà reso immortale nella versione contenuta nell’album Mtv Unplugged In New York del 1994.
Dopo dieci minuti di silenzio esplode Endless, Nameless ovvero la ghost track: chitarre distorte all’inverosimile ed urla selvagge.

 

 

Spero di avervi convinto ad ascoltare questo album, anche se spero lo conosciate già tutti perché si tratta di uno di quegli album che gli appassionati di rock dovrebbero sentire almeno una volta nella vita… Anche i Nirvana, che piacciano o meno, hanno dato un contributo alla storia del rock.

Con questo vi saluto e vi do appuntamento al prossimo mese con un altro articolo.

 

Matteo Corradini

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.
About the Author:
Mi presento: sono Matteo e nasco a Milano nel settembre del 1995. La musica è la mia più grande passione. Con un interesse più orientato verso la musica british consumo dischi e vado spesso a concerti di ogni tipo. Suono il basso, la chitarra e qualcosina di pianoforte. A cadenza mensile curo su questo blog una piccola rubrica di approfondimento musicale. Enjoy!


Leave a Reply