Literary Pages: in ricordo di Tzvetan Todorov

Come molti sapranno ormai, tempo fa è venuto a mancare il filosofo e saggista bulgaro Tzvetan Todorov. Durante tutta la sua brillante carriera, quest’uomo ha regalato all’umanità saggi brillanti e audaci, che trattavano dei più disparati argomenti in ambiti diversi tra di loro, dalla storia alla sociologia, all’analisi della nostra cultura occidentale europea. Oggi non voglio proporvi una solita review focalizzata su un singolo libro, piuttosto vorrei tentare di presentare, per quanto mi riesca possibile, il genio di quest’uomo, che si esplica in tutta la sua produzione. Il suo primo libro, che ricordo di aver letto, si intitolava La conquista dell’America. Il problema dell’ «Altro» (pubblicato nel 1984), nel quale si trattava un nuovo aspetto della colonizzazione spagnola in Messico del XVI secolo. Il tema fondamentale del saggio era l’alterità etnica che si veniva a delineare nel confronto tra gli europei e le popolazione indigene, e le diverse reazioni di fronte a questo ostacolo da parte dei colonizzati e dei colonizzatori. Questo tema, evidentemente caro all’autore, verrà poi ripreso nel 2009, in La paura dei barbari. Oltre lo scontro delle civiltà. Questa volta l’alterità etnica viene rapportata alla differenza tra Occidente e Oriente, tra cattolicesimo ed islam, tra la cultura europea e […]

Literary pages: La realtà dell’immaginazione – 1984

Eccomi qua di nuovo, tutta per voi! Questo mese, continuando la catena dei “grandi classici”, vorrei parlarvi di uno dei libri più citati, amati, controversi, e discussi della letteratura del secolo scorso: 1984. 1984 è il masterpiece di George Orwell, un libro che tutti conosciamo o per via diretta, o tramite citazioni di libri, film e canzoni. Ma perchè questo libro è andato a finire sulla bocca di tutti? Non è di certo la prima volta che qualcuno immagina un’entità potentissima che controlla le vite di ciascuno di noi, Cartesio docet in questo. Allora, perchè Orwell ha lasciato questo grande segno nella letteratura? Quali sono state le armi che gli hanno permesso di  creare un romanzo di questo impatto? Il libro, oltre alla travagliata storia d’amore tra Julia e Winston, ci proietta in un mondo allucinante, un mondo in cui i poteri forti hanno piegato i cittadini, un mondo in cui la libertà è la sottomissione al potente. Tutta la produzione di Orwell è volta ad analizzare il rapporto tra l’uomo comune ed il potere, prendendo in considerazione sia il punto di vista dell’uno, che dell’altro. Ma alla fine, così come accade anche ne “La fattoria degli animali”, è l’uomo […]

Literary Pages: Ricchi, poveri e preti.

Eccomi di nuovo a scrivere per voi. Questo mese, ho pensato di recensire un classico: “I Pilastri della Terra” di Ken Follett. Ora, la scelta è stata difficile, perché recensire un classico è una forma di masochismo. Sembra quasi una storia ricoperta da un’aura sacra, e basta solo una parola sbagliata per fare a pezzi chi ha recensito. Se dovessi usare quella parola sbagliata, per favore, abbiate pietà. Il romanzo ci offre uno scorcio di vita medievale. Tra uccisioni, complotti di palazzo, sesso, preghiere e baratti, si muovono i nostri protagonisti, che appartengono a tutte e 3 le classi sociali esistenti all’epoca: ricchi, poveri e preti. Follett è bravissimo a descrivere tutti questi eroi, che di solito vengono abbastanza stereotipati e ridicolizzati nell’immaginario comune. (Sì, Brancaleone, parlo proprio di te). Ogni personaggio ci offre uno punto di vista diverso sugli eventi, su come li interiorizza e su come agisce. Certo, questa soggettività è un po’ attenuata dal narratore di 3^ persona, che personalmente avrei evitato, ma anche questa scelta ha un suo perché. E quindi passiamo da un vescovo corrotto, ad una famiglia nobiliare che vuole tornare al potere, uno scontro tra casate regnanti, fino alla costruzione di un’opera per […]

Literary pages: Dieci Piccoli Indiani

Dieci Piccoli Indiani- romanzo giallo… o seduta dallo psicologo? Il primo racconto giallo che mi ha davvero impressionata, oltre le fantastiche avventure di Sir. Sherlock Holmes, è stato proprio “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie. Questa donna aveva la capacità di fare entrare il lettore nella mente, perversa o meno, di ciascun personaggio, e di diventare parte di essa. Il romanzo ci presenta subito i nostri otto protagonisti sfigatelli, invitati su un’isola. Speranzosi di poter trascorrere una vacanza da sogno, molto presto si rendono conto di essere intrappolati in una specie di prigione per macellai. Uno ad uno muoiono tutti, in seguito ad aver letto una poesia un po’ razzista, un po’ raccapricciante, che descrive le diverse modalità di morte di “dieci piccoli negretti”. A ogni negretto viene associato un ospite e i due domestici. Non mi metto a raccontare dove arrivi l’immaginazione macabra della Christie, lo scoprirete voi se vorrete leggere il libro. La bellezza del libro, infatti, non sta negli assassinii epici, nei colpi di scena, nelle descrizioni o nella suspense, (tutti elementi sviluppati alla perfezione, come solo forse la Christie è stata in grado di fare nella letteratura gialla di tutti i tempi), ma nella psicologia dei […]